Lo stress fa invecchiare prima

Lo sostiene la psichiatra Elissa Epel, direttrice del Aging Metabolism and Emotions Center dell’Università della California, in un articolo pubblicato sul blog TED Conference. Secondo la Professoressa Epel, i pensieri negativi, in particolare quelli ripetuti, altererebbero il sistema immunitario facendoci invecchiare prima.

Tutto sta nei telomeri, estremità dei cromosomi che hanno funzioni protettive e permettono la divisione cellulare. Più favoriscono questo processo, più sono corti, fino a non permettere ulteriori divisioni cellulari e le cellule vanno in apoptosi (morte cellulare).

Studi dimostrano come nelle persone depresse i telomeri siano più corti e presentano un alterato sistema immunitario, predisponendo la persona a una vecchiaia di malanni.

Perché i pensieri negativi influenzano così tanto il sistema immunitario?

La ruminazione, un processo tipicamente legato alla depressione, consiste nel pensare ripetitivamente a qualcosa di negativo o spiacevole. La ruminazione in sé è un processo adattivo, serve per riflettere su delle situazioni spiacevoli e a dar loro senso, a elaborarle ed  “organizzarle”. Tuttavia, nelle persone con depressione o con una predisposizione ad essa, questo processo diviene patologico, tanto da non riuscire più a pensare ad altro che a cose spiacevoli.  La professoressa Epel ha dimostrato che le persone depresse hanno  telomeri più corti. Perché? Perché la ruminazione patologica porta a un rilascio costante di cortisolo (ormone dello stress) causando una situazione di stress cronico.

Ma perché il cortisolo è così importante?

Il cortisolo agisce alterando la funzionalità del sistema immunitario, predisponendolo maggiormente ad infezioni batteriche e virali.

E’ questo il motivo per cui quando si è sotto stress (ad esempio un esame universitario o un colloquio di lavoro) si prende sempre l’influenza!

Ma il cortisolo non solo altera il sistema immunitario, ma anche il nostro cervello! Studi animali e sull’uomo dimostrano come il cortisolo va a influenzare anche l’ippocampo, una struttura fondamentale per l’apprendimento. Dunque una condizione di stress cronico porta anche a lungo andare a deficit mnestici, causando difficoltà nella vita di tutti giorni.

Dunque cosa possiamo fare per evitare lo stress cronico ed essere più sani?

  1. La Condivisione sociale. La ruminazione, come dicevamo, è un processo adattivo. Tuttavia nei casi in cui diventa patologico, può essere utile anche un altro meccanismo adattivo da non sottovalutare: la condivisione sociale. Condividere con amici o familiari una situazione spiacevole può farci bene. Tuttavia, attenzione a non esagerare: la possibilità di eccedere e dunque innescare un effetto boomerang è dietro l’angolo.

Quando parliamo di qualcosa di spiacevole, oltre alla memoria di quell’evento si riattiva anche un vissuto somatico legato all’evento stesso (non ce ne accorgiamo, ma la nostra temperatura corporea, la sudorazione, il battito cardiaco, ecc. possono variare) e possono peggiorare la situazione, intrappolandoci in questo ricordo negativo ed essere cronicamente stressati.

  1. La meditazione. La meditazione può aiutare a fronteggiare lo stress cronico. Inoltre, la professoressa Epel ha dimostrato che chi medita tende ad avere telomeri più lunghi, e quindi ad essere più sani.
  2. Chiedere l’aiuto di professionisti. Se una condizione di stress cronico oltre a farci ammalare di più, porta  difficoltà relazionali e lavorative, forse è il caso di chiedere l’aiuto di psicologi e psichiatri che possono aiutare nel trovare le soluzioni più efficaci per stare meglio.