Combattere demenza e invecchiamento Il “Successful Aging”: invecchiare bene e in modo sano

Demenza ed invecchiamento sono problemi con i quali ci confrontiamo sempre più spesso.

L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno in continua crescita, grazie all’inarrestabile progresso tecnico scientifico. Nonostante questo, la vecchiaia è stata considerata, per molti secoli, una fase della vita legata al decadimento e alla patologia.  Tuttavia anche gli anziani hanno diritto ad “invecchiare bene” ovvero a godere di una qualità di vita il più elevata possibile.

L’invecchiamento, infatti non deve avere una connotazione essenzialmente negativa, per questo motivo possiamo  distinguere in un invecchiamento normale e uno patologico.

 

combattere demenza invecchiamento

Per invecchiamento sano si intendono tutta una serie di cambiamenti fisici, sociali, culturali del progredire dell’età che non devono essere necessariamente associati a una riduzione dell’autonomia della persona. Al giorno d’oggi si sta prestando sempre più attenzione sul potenziamento di quei fattori che favoriscono il “successful aging”, ovvero l’invecchiare bene, permettendo una maggiore partecipazione della persona anziana ad attività produttive e mantenendo un impegno sociale, economico e culturale che risulta efficace nel prevenire il decadimento cognitivo.

Per invecchiamento patologico, o pù frequentemente definito con il termine di demenza, invece, si intendono tutte quelle condizioni in cui vi è la presenza di sintomi cognitivi e non cognitivi quali ad esempio deficit della funzioni vegetative (stipsi, seborrea, ecc.), disturbi comportamentali (vagabondaggio, disinibizione,mòria,aggressività), disturbi affettivi e del tono dell’umore (apatia, depressione, mania).

Recentemente è stato individuata una condizione di transizione tra invecchiamento normale e patologico, definito “Mild Cognitive Impairment” o “Declino cognitivo lieve” ovvero una condizione caratterizzata dalla presenza di deficit cognitivi piuttosto lievi, poiché non compromettono il funzionamento della vita quotidiana della persona (ovvero il lavarsi, il vestirsi,ecc.).

Il DCL rappresenta una condizione prodromica della demenza,  dove solitamente l’insorgenza  avviene dai 2 ai 5 anni successivi alla diagnosi di DCL. Il DCL  rappresenta una condizione importantissima nel suo essere di transizione, poichè  diversi studi dimostrano che un intervento precoce di diagnosi, cura e riabilitazione può ritardare di anni l’insorgenza della patologia.

A questo scopo risulta di fondamentale importanza la valutazione neuropsicologica, ovvero quell’insieme di test indaganti funzioni cognitive quali memoria, attenzione, linguaggio, risoluzione di problemi ecc che ha come scopo lo screening e la prevenzione delle funzioni cognitive.

La valutazione neuropsicologica consente di individuare anche precocemente deficit cognitivi correlati all’invecchiamento patologico,  come difficoltà a ricordare le cose, difficoltà di concentrazione, problemi di orientamento in luoghi conosciuti.

La valutazione neuropsicologica è principalmente compito di uno Psicologo con specifica formazione in Neuropsicologia (ovvero  quel ramo della psicologia che ha lo scopo di  indagare processi cognitivi e comportamentali  e li correla al funzionamento del sistema nervoso).  Tale valutazione, inoltre, risulta fondamentale anche per l’impostazione di un intervento di stimolazione cognitiva o di un trattamento riabilitativo di tipo cognitivo.

Per stimolazione cognitiva si intendono tutti una serie di esercizi cognitivi (esercizi per la memoria, per l’attenzione ecc) che permettono di rafforzare le capacità cognitive e che rappresenta uno dei pilastri necessari per l’invecchiamento sano, prevenendo l’insorgenza di malattie neurodegenerative.

La riabilitazione cognitiva invece, è specifica dell’invecchiamento patologico,  poiché mira a restituire, o più spesso sostituire (e dunque imparare ad utilizzare strategie alternative), le funzioni cognitive danneggiate. La stimolazione e la riabilitazione cognitiva risultano fondamentali nello stimolare le capacità cognitive e diversi studi attualmente mostrano la sua efficacia al pari dei trattamenti farmacologici più utilizzati.