Depressione: come aiutare una persona depressa e conservare la propria salute mentale

Prendersi cura di qualcuno, affetto da una qualche forma di depressione, può essere una cosa molto difficile.

In questi casi occorre seguire delle regole ben precise per evitare di incorrere in situazioni eccessivamente stressanti.

Lo sanno bene tutte quelle persone che vivono con familiari che hanno avuto una depressione.

C’è un momento in cui ti rendi conto che i tuoi desideri ed i tuoi bisogni sono passati in secondo piano, poiché la tua principale preoccupazione è fare il bene del tuo caro.

Questa è una condizione sperimentata da tutti coloro che hanno un familiare affetto da un disturbo psichico; può trattarsi di Autismo, di Schizofrenia, di Anoressia, ma anche di Depressione.

Studi e teorie elaborate negli ultimi decenni hanno individuato il concetto di “carico familiare”, intendendo con questo termine il sovraccarico emotivo, e non solo tale, che si determina quando un caregiver si prende cura di un soggetto affetto da tali patologie.

La fatica affrontata in questi casi risulta aumentata anche a causa dello “stigma” che la società pone nei confronti di tali condizioni.

Il non poterne parlare, il senso di vergogna, il timore di non essere compresi o addirittura derisi o colpevolizzati, crea una situazione di notevole complessità nella quale la propria serenità, l’equilibrio emotivo e la salute mentale sono gravemente messi a rischio.

Ascoltando il racconto di una moglie, il cui marito è affetto da depressione, potremo cominciare a comprenderne le difficoltà.

  • “Come molte persone, io e Augusto siamo cresciuti in una realtà sociale che non comprende né, tantomeno, riconosce i problemi legati alla depressione.

Forse, anche per questi motivi, mio marito ha sempre lottato con l’idea di essere malato.

Sin dai primi tempi della nostra storia, egli mi ha parlato della sua depressione e di come l’aveva vissuta negli anni, ma io non avevo idea di cosa realmente significasse vivere con questa patologia.

Non ne avevo ancora percepito il peso reale, l’entità delle sue problematiche, il fatto che una malattia di questo tipo possa ripresentarsi ogni anno e continuare a farti stare male per mesi.

Non sapevo quali domande porre, cosa esattamente fare, quando Augusto lottava strenuamente contro sé stesso per sentirsi “normale”, quando sprecava un sacco di energie cercando di far credere che tutto andasse bene, e non era per niente vero.

Due anni fa Augusto si tolse la vita, le ragioni di questo gesto sono certamente complesse, ma credo che la sua malattia si sia mescolata al consumo di sostanze (soprattutto alcol) che usava, a mia insaputa, allo scopo di “automedicare”,  cioè di mitigare, la sua terribile sofferenza.

In seguito avrei scoperto che spesso interrompeva anche le terapie che gli specialisti gli prescrivevano.

Anche se oggi sono consapevole della dolorosa battaglia che mio marito ha condotto nell’ombra, rimangono tante cose da chiarire e molte persone mi chiedono come ho affrontato tutto ciò.

Sicuramente ho imparato molte cose, innanzitutto come prendermi cura anche della mia salute mentale!

Ecco, in sintesi, le cose che ho imparato:

  • Abbi cura di te stessoLa pressione che ti  senti addosso è una cosa naturale. È la conseguenza di tutti i problemi legati alla malattia ed è qualcosa di molto difficile da gestire, anche nei periodi buoni. Occorre rendersi conto del fatto che la fatica che si fa richiede,poi. dei necessari momenti di riposo e di rilassamento.
    Se non ti prendi cura dei tuoi bisogni rischi, prima o poi, di crollare; non è egoista chi pensa anche al proprio benessere!
  • Ricorda che la depressione non è solo una malattia mentale

    Mi faceva impazzire il fatto che Augusto spesso non riuscisse nemmeno ad alzarsi dal letto .

C’è voluto del tempo affinché potessi rendermi conto che, semplicemente, egli “non poteva” e non che “non voleva”.

Ero così sicura che si sarebbe sentito meglio se fosse uscito fuori per una passeggiata o se avesse incontrato i suoi amici, ma poi ho compreso che la depressione è una malattia “fisica”, anche “fisica”.

La depressione influisce sui livelli di energia della persona, ti toglie letteralmente le forze, fiacca la tua volontà.

Ci sono momenti in cui vorresti fare delle cose ma “semplicemente non ce la fai”.

  • Non smettere di fare le cose che ami

Quando il vostro caro non riesce ad alzarsi dal letto oppure non riesce a partecipare agli impegni sociali, ci si più sentire arrabbiati e frustrati.

Augusto spesso mi diceva: “sento che ti sto rovinando la vita, sono proprio un peso per te, sarebbe meglio che io morissi”.

Ho smesso di fare le cose che mi piacevano per badare alle questioni finanziarie, perché lui, spesso per alcuni periodi, non riusciva a lavorare.

Mi vergognavo di dirgli che a causa dei suoi problemi ero costretta a rinunciare a tante cose, ma lui lo comprendeva e questo accentuava la sua sofferenza.

Essere la principale fonte di reddito di un familiare affetto da depressione può farti sentire sotto pressione e ciò rischia di diventare molto stressante.

Sarà bene affrontare la questione con chiarezza e accordarsi affinché prendiate delle pause e continuiate, per quanto possibile, a fare le cose che vi danno piacere.

  • Parlane con gli specialisti

Si può avvertire il bisogno di avere supporto, ma anche indicazioni e consigli su come gestire al meglio i vari problemi.

Si può temere che gli amici e la famiglia non capiranno. A volte questo può anche essere vero. Per questo motivo sarà bene poterne parlare con gli specialisti, che potranno fornire il necessario supporto e anche dare le opportune indicazioni di comportamento.

Parlarne con gli amici ed i familiari può, invece, essere utile per combattere lo stigma  e le errate concezioni riguardo la malattia.

Cercare un aiuto allo scopo di comprendere di più circa la malattia, mantenere aperti i canali di comunicazione e curare le relazioni interpersonali è certamente una cosa molto utile ; non bisogna avere paura di porre domande e di dare priorità alla cura di sé.

  • Non prenderla sul piano personale

C’è la persona di cui ti sei innamorato, quella che ti faceva ridere e ti rendeva felice, e poi ci sono i giorni bui, quelli in cui si ha a che fare con un estraneo che non conosci, che non riconosci come il tuo partner.

La depressione può alterare, in vario modo, le emozioni, ingigantendole oppure trasformandole in maniera negativa.

Una persona può avere alti e bassi in gradi uguali, quindi è importante non prendere queste variazioni come qualcosa che dipende da noi, che è legato al nostro operare.
Questo può essere più facile a dirsi che a farsi.

Sapevo che da qualche parte, all’interno di questa persona, c’era mio marito, così di volta in volta, lasciavo biglietti in giro per fargli sapere quanto lo amavo.

Lui non ha mai reagito in modo espansivo, ma ero consapevole del fatto che, in qualche modo, nelle caselle della sua memoria aveva registrato queste cose che gli facevano bene. A volte ci si può sentire svuotati ed impotenti di fronte a tutte queste cose, tuttavia la pazienza, la gentilezza e la comprensione possono realmente fare la differenza”.-

N.B. -I nomi originali sono stati modificati ma la storia e le emozioni provate sono quelle vere!